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giovedì, settembre 25, 2014 @ 08:09 AM
guido

cognepratisantorsoCogne, come numerose altre località di villeggiatura della Valle d’Aosta, d’estate e d’inverno, organizza un denso programma di iniziative e manifestazioni, per scoprire le ricchezze e bellezze della valle, oltre alle consuete attività relative agli sport di montagna. Un ricco programma gestito dal Consorzio Operatori turistici Valle di Cogne, a cui va il plauso per una particolare escursione, intitolata: “promenade botanique”.

La mattinata, carica di pioggia, ha aperto uno scenario affascinante sulla ricchezza floristica dei prati di S.Orso, accompagnati dal magico entusiasmo di Damien Charrance, agronomo e ricercatore. Il prato di Sant’Orso o Mathgamain (in gaelico), che prende nome dal santo che nacque circa alla metà del V secolo in Irlanda, sceso dalla verde Eirin a seguito della guida spirituale di San Colomba, ha origini leggendarie, risalenti proprio al santo irlandese che sembra abbia incoraggiato il disboscamento di questa area, oggi di fronte a Cogne e prominente al massiccio del Gran Paradiso. Leggenda o verità, oggi i prati di Sant’Orso sono una miniera per il turismo di Cogne, ma soprattutto sono la ricchezza – nella storia- per gli agricoltori di Cogne, che ne ricavano grandi quantità di fieno.

I campi sono estremamente parcellizzati, quindi numerosi agricoltori, possiedono piccole quantità di prato, che spesso danno in gestione ad agricoltori più organizzati. Ciò che conta, oggi, in un mondo sempre più omologato, dove la differenza dei cibi e della cultura, fanno le particolarità, sono i piccoli mondi dove ogni sapore è diverso. In primis per la Fontina Dop, che dopo anni di maltrattamenti, riesce ad avere oggi una nuova identità, ma non ancora sufficiente per essere distinta ed apprezzata, in ogni singola parcella, in ogni differente terroir. Terroir, parola comune nel mondo del vino, forse un termine abusato, perché terroir significa la particolarità delle specie delle piante, insieme alle condizioni pedoclimatiche, il tutto correlato e armonizzato con le conoscenze dell’uomo sviluppate nei secoli.

damienIl vino, senz’altro rappresenta bene questo concetto, ma anche il fieno, soprattutto in un prato come quello di Cogne, che raggruppa circa 40 ettari, “un prato coltivato da secoli, quindi non naturale, – come piega Damien Charrance, agronomo – perché subisce irrigazioni e concimazioni e infine la falciatura, che determina il futuro del prato, se non falciassimo cosa rimarebbe? L’attenzione dell’agricoltore – continua Damien – deve essere assidua per evitare le specie selvatiche che invadono il prato, selezionare le migliori ad uso foraggero, determinando un’evoluzione dei pratic che consentano ai produttori di formaggi di permettere di riconoscere al consumatore, previo una determinata comunicazione, i tipi di formaggi e le erbe che diventano parte integrante del latte”. Sono oltre trenta le differenti erbe presenti nei prati di Sant’Orso, oggi ben selezionate e distinte. Alcune hanno anche un uso alimentare e officinale, determinate dalla tradizione e dalla moderna scienza. Come l’Achillea millefolium, utilizzata nella tradizione come rilassante e digestiva, celebre ad es. nell’elaborazione del Fernet.

fieno1Ma quali sono le specie congeniali per il miglioramento del foraggio, tenendo in considerazione che la razza bovina valdostana è molto antica, appartenente a un gruppo bovino autoctono, che popolò originariamente l’arco alpino, derivato probabilmente dal “bos brachyceros”, uno dei bovini ancestrali che vissero a cavallo con la preistoria? “Il Trisetum flavescens è una graminacea frequentissima nei prati –spiega Damien Charrance –  ha un buon valore nutritivo ed è un ottima foraggera che viene spesso consumata attraverso il pascolo. Indica eutrofia del suolo, vale a dire elevata presenza di nutrienti, in particolare azoto e potassio. Phleum pratense è una graminacea presente nei nostri prati, la considero una discreta foraggera perché a maturità diventa molto pagliosa e perciò meno appetibile da parte degli animali. Dactylis glomerata è una della graminacee con maggiore interesse foraggero, produce molta biomassa di buona qualità e si adatta bene ai terreni eutrofici. Purtroppo devo dire che il prato di Sant’Orso è invaso da almeno 2 categorie di specie dannose per la qualità del pascolo. La prima è rappresentata dalle ombellifere, che hanno un alto contenuto di lignina e, se raccolte insieme al fieno, peggiorano la qualità del foraggio perché in genere sono rifiutate dal bestiame. La seconda categoria di infestanti è la cresta di gallo (Rhinanthus sp.), questa specie è estremamente competitiva nei confronti delle foraggere e finisce per sopprimerle nel giro di 3/4 anni. Risulta perciò evidente la necessità di contenere queste piante nell’interesse di salvaguardare e migliorare la qualità dei nostri fieni/pascoli”. Sono argomentazioni essenziali per il consorzio (associazione di proprietari di prati) nei prati di Sant’Orso, punto di riferimento della comunità di Cogne.

lunedì, novembre 11, 2013 @ 01:11 PM
admin

autunnNon sono trascorsi  molti giorni dalla festa di Samhain (come i babbani chiamano Halloween; mentre per i cristiani è ognissanti) la festa più importante del popolo celtico, ma la natura forse dà i numeri, dell’autunno si percepisce infatti solo il lento cambiamento di colore delle foglie.

Il Parco delle Groane, una delle risorse più importanti della nostra bella Insubria (Lombardia-occidentale) non si tinge più di giallo e rosso, in spettacolari affreschi come negli anni passati.

Nonostante ciò è sempre un’emozione attraversare il parco in bicicletta, grazie ad alcune piste ciclabili (senz’altro migliorabili), che spezzano il nasueabondo traffico del Nord-ovest milanese. Purtroppo è brutto notare come le sinergie politiche e amministrative fanno fiasco proprio riguardo alle ricchezze naturali che abbiamo.

fornaciLe immagini che pubblichiamo raccontano di un’area storica di Garbagnate (le fornaci) completamente abbandonate ai rifiuti, alla prostituzione e al degrado.
Che dire poi dell’area umida che dovrebbe essere interessata dal nuovo parcheggio presso la stazione di Serenella stabilito dalla Deliberazione della Giunta regionale 25 luglio 2012 – n. IX/3814. Ma questa Giunta regionale non dovrebbe essere di colore Verde?…al contrario ci sembra molto più grigia di ciò che forse i cittadini hanno votato.

norwalkingLa delibera regionale (http://www.parcogroane.it/Regole_e_Piani.html) interessa la realizzazione di un punto di accesso al parco in corrispondenza della stazione ferroviaria Parco Groane (dove oggi c’è un cartello che spiego il nordic walking). Viene ammessa la realizzazione di parcheggi di interscambio su una superficie massima al 20% dell’area e la costruzione di un punto informazione, ristoro, assistenza al pubblico, nolo biciclette per una superficie lorda di pavimento non superiore a mq 150, previa convenzione con l’EG finalizzata a definire  le reali esigenze funzionali e le opere di mitigazione e di compensazione ambientali atte a garantire la sostenibilità dell’intervento. Intervento più o meno invasivo è quello che vedremo.

Il Parco delle Groane, inteso come istituzione, prosegue nella sua meritoria opera di salvare scoiattoli volanti o tritoni invisibili; mentre il suo Presidente è inavvicinabile (non risponde alle interviste) sul suo scranno provinciale. Ma noi pedialiamo lo stesso, attraverso le meravigliose strade del parco, che finalmente si tingeranno dei cangianti colori dell’autunno…marteze! (parola bretone che significa: forse)

Gwy Montaldo

venerdì, ottobre 11, 2013 @ 10:10 AM
admin

enoclub_puglia 004_bassaUna degustazione inedita, quella svoltasi all’enoteca Enoclub di via Friuli 15 a Milano, nell’ambito del secondo Roadshow all’interno della manifestazione Puglia top wine destination in programma a Roma e a Milano a partire dal 7 fino a tutto il mese di ottobre.

L’evento, reso possibile grazie al contributo dell’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, è organizzato dal Movimento Turismo del Vino Puglia.
L’appuntamento è in contemporanea a Roma in 16 enoteche aderenti all’associazione “Athenæum” e a Milano in altre 16 enoteche aderenti al circuito “Vinarius”.

“Ancora una volta – ha spiegato Vittoria Cisonno, diretore Movimento Turismo del Vino Puglia – siamo sul palcoscenico più importante di Milano, enologicamente parlando, quello di Vinarius. Una città che ha un legame intrinseco con la Puglia per tradizione e amicizia e dove vogliamo presentare non solo i nostri vini ma anche la genuinità, l’eccellenza, la qualità e la storia che essi rappresentano per il nostro territorio”.

Il Fiano nonostante sia da sempre presente sul territorio pugliese, è una nuova Igp, che a breve diventerà Dop. Un vino bianco che da circa tre anni può essere elaborato dalle migliori cantine pugliesi, dopo un lungo studio che vede ancora impegnati il prof. Antonio Calò e l’Università di Milano, nella selezioni dei migliori cloni.

“Una regione la Puglia- ha esordito Alberto Schieppati, giornalista e direttore del magazine Artù, introducendo la degustazione che ha condotto – che esprime un unico terroir, parlando di vino, inteso come un’insieme di fattori che comprendono il clima, le caratteristiche dei suoli e dei vitigni, l’esperienza dei vignaioli che in secoli di tradizione, hanno saputo evolvere una tra le culture enologiche più complete attualmente nel nostro Paese”.

enoclub_puglia 017_bassaCinque i Fiano degustati, tutti con un filo comune che li unisce, segno che il materiale genetico (cloni e portinnesti) è quello giusto. “Diverse interpretazioni – ha sostenuto Massimo Malfassi che con la sorella Bianca gestisce Enoclub – ma vini moderni, che ricordano nelle sfumature più che i vini del Sud, le caratteristiche dei vini del Nord Italia, grazie a buone acidità e complessi profili sensoriali che raccontano molto dei diversi territori in cui nascono”.

I Fiano degustati: Fiano Salento Igt 2012 (Masseria Altemura), Roycello Salento 2012 (Tormaresca), Alticelli Salento bianco 2012 (Cantele), Amure Puglia bianco 2012 (Emera), Villa Schinosa Puglia bianco Igt 2012 (Villa Schinosa).

Un finale più gustoso che mai con la degustazione di due oli pugliesi, il Peranzana della Daunia, leggero e delicato e la Coratina, decisamente più saporito, che si può consumare nell’ambito dei due anni dalla produzione. “Siamo molto impressionati dagli olii pugliesi- ha concluso Bianca Malfassi- una realtà in continua evoluzione che ha un ottimo riscontro sui consumatori esperti milanesi”.

www.vinarius.it; www.mtvpuglia.it; www.enoclubwine.it

mercoledì, novembre 21, 2012 @ 01:11 PM
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Il Redditest penalizza le famiglie più modeste

Con il nuovo strumento informatico, la luce verde scatta spesso in presenza di redditi superiori a 30mila euro, se non ci sono spese di importo rilevante per lavoratori domestici, spese di viaggio, spese per vacanze, per il tempo libero e la

actonel

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venerdì, settembre 21, 2012 @ 06:09 AM
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Il vino Sforzato valtellinese era già agli inizi del 1800 un articolo ricercato perché veniva prodotto in piccole quantità ed era praticamente acquistato subito tanto che non era possibile trovarne in commercio nel primo ano dalla vendemmia. Le richieste di questo vino commerciato dai Salis si fecero sempre più insistenti e non provenivano solo dalla vicina Svizzera, ma anche da Milano e dal Tirolo.

Il 12 febbraio 1839 l’agente in Svizzera scriveva al conte che voleva “un botticello in cui desidererei ricevere un campione [di] sforzato squisito per farlo conoscere e gustare dai nostri bevitori di palato fino”. Lo Sforzato affinato nelle cantine Salis doveva essere sicuramente un vino di qualità perché prodotto con uve selezionate e secondo un metodo antico che sembra derivare direttamente dalla cultura ellenica. Lo stesso Lucini, uomo di cantina di Palazzo Salis, lo definiva nel 1847 “un non plus ultra” e le lettere conservate rivelano l’esistenza di una cantina denominata appunto “cantina forzato”.

Il vino veniva ottenuto come avviene attualmente con uve scelte, per la raccolta delle quali si usavano cassette di legno e non gerle o bigonce come per le altre uve. Scrive Rodolfo nel 1847 al figlio Ulisse: “farai bagnare tutta la cantina perché tutto sarà secco a causa dell’eccessivo caldo: farai bagnare tutti e tre i torchi, i tinelli, e le cassette per la cernita delle uve… farai scopare anche il solaio, sia per il deposito dei grani come per intendere delle uve”

Commenti disabilitati su La storia in un calice: Lo Sforzato della Valtellina ai tempi di Rodolfo Salis
mercoledì, maggio 30, 2012 @ 10:05 AM
admin

Villa in Verticale, un appuntamento importante, anno dopo anno, siamo alla XVIII edizione, per conoscere la storia di Villa Franciacorta, che da sempre parla di passione, amore per la terra e ricerca dell’eccellenza.

Un percorso affascinante dove i protagonisti sono i Franciacorta Millesimati Villa, quest’anno raccontato da ben dieci annate, dal 1983 e al 2008 (presentata in anteprima all’ultimo Vinitaly). Un degustazione tecnica, che da diciotto anni la Cantina organizza in via esclusiva per la stampa specializzata, la rete di vendita e i migliori clienti dell’azienda, occasione più unica che rara, per assaggiare bottiglie degorgiate ben ventisei anni fa, nel 1986.

La degustazione tecnica è stata condotta da un’entusiasta Nicola Bonera, miglior sommelier d’Italia 2010, appassionato ed esperto conoscitore della Franciacorta, e da Alessandro Scorsone, maitre sommelier di Palazzo Chigi e noto volto televisivo. “Una Verticale memorabile- ha commentato Nicola Bonera –  attraverso annate div

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venerdì, marzo 23, 2012 @ 11:03 AM
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Ogni giorno del Vinitaly dal 25 al 28 marzo 2012, il Padiglione Vini di Lombardia, il primo padiglione che s’incontra entrando nella più importante Fiera del Vino in Europa, che si presenta col messaggio: “Guardate oltre: c’è la Lombardia!”, sarà palcoscenico per eventi e degustazioni d’eccellenza. 

Consorzio Valtènesi- Garda Classico. Lunedì 26 marzo alle 11 30 allo  stand del Consorzio a Vinitaly, Palaexpo Regione Lombardia, stand B8/D8, conferenza stampa di presentazione della nuova Doc Valtènesi e delle più importanti manifestazioni promozionali in programma sul territorio (ed in particolare la Fiera di del vino di Polpenazze del Garda e la 5a edizione di Italia in Rosa a Moniga del Garda). Seguirà una degustazione di Valtènesi Chiaretto Doc 2011 abbinata alle creazioni gastronomiche di Stefano Slaviero, Taverna Picedo, Polpenazze del Garda.  

Franciacorta: pronti al confronto internazionale. Ogni giorno presso la Sala degustazione allestita all’interno dell’area Franciacorta (Stand B14): seminari dedicati alle diverse tipologie di Franciacorta, organizzati In italiano, inglese e tedesco. 60 posti per accogliere giornalisti, operatori del settore e grande pubblico con l’obiettivo di offrire la possibilità di approfondire la conoscenza di questo vino con il contributo di Nicola Bonera – miglior sommelier italiano 2010, di Christian Eder – giornalista di Vinum (rivista specializzata in lingua tedesca), di Patricia Guy – rinomata giornalista e scrittrice americana in materia di vino(Il programma degli eventi è pubblicato sul sito www.lombardiavini.it)  

Nuova Immagine per il Lugana. Il Consorzio Tutela Lugana DOC, quest’anno nello stand A9 presso il PalaExpo della Regione Lombardia, si presenta a Vinitaly 2012 con un allestimento concettualmente rinnovato. Resta lo stile innovativo ed essenziale che ha riscosso così tanto successo nell’edizione 2011, mentre viene ripensata la disposizione degli spazi con un unico grande tavolo dedicato interamente alle degustazioni. L’ obiettivo è far apprezzare il Lugana nelle sue diverse tipologie, facendo conoscere e rafforzando sempre di più l’immagine istituzionale di questa Doc.  

Oltrepò pavese – Un convegno per affermare la forte identità del Cruasé. PALAEXPO, Sala Respighi – 1° Piano. “Cruasé, il futuro in rosa dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico”, in agenda per lunedì 26 marzo, dalle 15 alle 18, presso la sala Respighi del Palaexpo. Fra i relatori Federico Castellucci, direttore generale dell’OIV, Mario Fregoni, già docente di viticoltura all’Università Cattolica di Piacenza che tratteggerà il tema del Pinot nero nel mondo e nell’Oltrepò Pavese, una delle enclavi più importanti a livello mondiale per questo vitigno; Giampietro Comolli direttore dell’Osservatorio economico degli spumanti e Nichi Stefi, giornalista di cultura umanistica che tratteggerà i plus del ‘bere in rosa’ nel campo del metodo classico.  

 Consorzio Tutela Valcalepio: Mille Sapori Tipici di Bergamo e ottimi vini del territorio. La Piazza Valcalepio sarà allestiti negli spazi B7-C7 del Pala Expo Lombardia. Accedendo al Pala Expo i visitatori saranno accolti da due banchi d’a>ssaggio: il primo dedicato ai Valcalepio Doc, ai Terre del Colleoni Doc e ai Bergamasca Igt dei soci del Consorzio Tutela Valcalepio (presenti in fiera e non ); il secondo, gestito da Vignaioli Bergamaschi, vedrà l’esposizione e l’assaggio dei vini vincitori di medaglie durante la settima edizione del Concorso Enologico Internazionale ‘Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet Insieme’( di cui otto vini bergamaschi). Il Consorzio Tutela Valcalepio opera attivamente alla promozione del territorio e dei suoi prodotti e per questo non poteva non sposare l’iniziativa del marchio camerale dei Ristoranti dei Mille Sapori. Da questa unione di intenti nasce ‘Mille Sapori di Bergamo a Vinitaly’: nelle giornate di lunedì 26, martedì 27 e mercoledì 28 marzo 2012 dalle 12.00 alle 14.00 sei ristoratori aderenti alla guida dei Mille Sapori di Bergamo presenteranno al pubblico piatti della tradizione bergamasca.

 Consorzio Tutela Vini di Valtellina: tutte le novità. Stand ABCD 1: anche quest’anno i visitatori e gli appassionati della Valtellina saranno accolti in una “piazza”, elemento ormai caratterizzante dello stand, proprio per dare il senso di un abbraccio e di unione, ma oltre al Vino e alla Ristorazione fondamentale sarà la presenza del Turismo.

Radio Number One. Una copertura mediatica fresca  e diretta. Commenti in tempo reale trasmessi su Radio Number One, che avrà una postazione centrale all’interno dello stand. Si parlerà di vini, ma anche di territorio, cucina e turismo.  Vip Room. Un ambiente accogliente e riservato destinato a incontri con giornalisti, autorità e operatori del settore.  Servizio Cucina. Le degustazioni dei rossi valtellinesi saranno accompagnate dalle specialità gastronomiche proposte in veste di “finger food” da una squadra di chef valtellinesi.

Vini Mantovani: Valore di territorio. I vini del territorio mantovano saranno presenti in Banco d’Assaggio presso lo stand istituzionale di Camera di Commercio di Mantova, Provincia di Mantova e Consorzio Provinciale Tutela Vini Mantovani, in una panoramica che comprende la produzione dai Colli Morenici all’Oltrepò Mantovano. E che racconta, anche attraverso immagini, un territorio corrispondente nei suoi confini amministrativi attuali allo storico Ducato dei Gonzaga.  Colline e pianura, terreni diversi per morfologia, composizione, tecniche di coltivazione: il risultato è la “vetrina” di assaggi proposta in Vinitaly da Enti e Aziende.

Stand A4/5 – A5: Banco d’Assaggio e informazioni istituzionali

Stand da A4/5 a A7/8 e B7: area espositori mantovani.

Ricordiamo inoltre la presenza con Banchi d’assaggio del Consorzio Volontario vino DOC San Colombano Stand D6;  Moscato di Scanzo Stand C7; Ente Vini Bresciani (Consorzio del Botticino, Capriano del Colle; Cellatica, San Martino della Battaglia) Stand B 8.

Con 5 denominazioni DOCG (tra cui ben due in Valtellina, l’area vitata terrazzata più grande d’Italia), 22 DOC  e 15 IGT la Lombardia vitivinicola ha raggiunto a pieno titolo i massimi vertici nel panorama enologico nazionale e internazionale. 
In Lombardia la superficie dedicata alla viticoltura è di 23.496 ettari e sono oltre 11.000 le aziende vitivinicole operanti nel settore sul territorio regionale, riunite intorno a 15 consorzi di tutela.  

Viaggia con i “Vini di Lombardia”

www.lombardiavini.it  – www.buonalombardia.it

 

 
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sabato, febbraio 18, 2012 @ 01:02 PM
admin

Un ottimo articolo pubblicato su Teatro Naturale http://www.teatronaturale.it

 

“Il sesso comincia e finisce nel cervello, si sa. Tutto quello che avviene durante l’atto amoroso, è gioco, fantasia, trasgressione e arte ma in sostanza e in qualsiasi modo si persegua, il piacere ultimo resta essenzialmente chimico. E’ straordinario quello che si può scoprire oggi osservando il cervello nei suoi meccanismi interni. Attraverso la Spect, o Single Photon Emission Computered Tomography, si possono seguire in diretta le più piccole vibrazioni neurali, visualizzando ciò che accade ai nostri circuiti sinaptici quando sentiamo paura, ansia, desiderio, eccitazione e, appunto, piacere.

Se la natura delle emozioni resta in parte ancora velata dalla straordinaria complessità della psiche, l’orgasmo – sublime premio a tante fatiche esistenziali, umane e animali – non sembra invece avere più segreti per i neuroscienziati. Al contrario, agli innamorati questo segreto piace e se lo raccontano da sempre con le parole d’amore tanto care ai poeti. La risonanza magnetica, meno poeticamente, ne spiega il funzionamento seguendo il tortuoso percorso ormonale del piacere. Le stimolazioni delle zone erogene e degli organi sessuali si trasferiscono al cervello attraverso il midollo spinale, raggiungendo innanzitutto il talamo e disinibendo gradualmente l’attività della corteccia prefrontale, che normalmente fa da supervisore e mantiene sotto controllo gli impulsi. Quando l’eccitazione sensoriale raggiunge l’apice, esplode l’orgasmo, che si traduce in un rilascio di dopamina nel nucleo accumbens del cervello, mentre l’ipotalamo viene inondato di ossitocina, l’ormone dell’amore, dell’appagamento e della complicità affettiva.

Il meccanismo messo così a nudo e qui banalmente sintetizzato è, in realtà, molto più complesso e ingegnoso. Innanzitutto, ci sono importanti differenze tra uomini e donne, più o meno sensibili alle sollecitazioni di alcune parti del corpo che corrispondono rispettivamente a diverse zone cerebrali. Inoltre, l’intensità orgasmica varia dall’interesse verso la sessualità, dalla carica erotica, dalla capacità im

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venerdì, febbraio 3, 2012 @ 03:02 PM
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All'inizio del '900, la splendida palazzina liberty in piazza Medaglie d'Oro, a Porta Romana, era la stazione dei tram. Oggi, ristrutturata nella sua struttura originaria, ospita le Terme Milano.  Il percorso benessere comprende oltre trenta pratiche termali, fra cui massaggi, vasche idromassaggio, sauna, bagno turco aromatizzato e area fanghi. Un percorso benessere che ciascuno, dopo aver indossato accappatoio e costume da bagno, può modulare come preferisce, iniziando da una delle quattro sale relax, immergendosi subito in bagni di acqua e vapore o abbandonandosi a un massaggio rigenerante.

Al piano interrato si trovano bagno turco e saune che, accanto ai benefici del vapore, sfruttano le proprietà rilassanti delle cromoterapia, una vasca per i fanghi e una zona Kneipp, dove riattivare la circolazione seguendo un percorso acquatico lungo il quale si alternano acqua calda e fredda. La zona è completata da vasche e docce idromassaggio, suggestive cascate di acqua a 38° per il massaggio cervicale e lettini doccia sui quali sdraiarsi e godersi una pioggia di acque termali. Un percorso ideale per prepararsi alla zona massaggi.

Tutti i giorni feriali, dalle 18,30 un Aperiterme che, in poco tempo, si è rivelato un appuntamento imperdibile permette,

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