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mercoledì, giugno 14, 2017 @ 12:06 PM
guido

Primavera, tempo di Chiaretti, almeno sul lago di Garda dove Pompeo Momenti verso la fine dell’800, codificò la tradizione antica per produrre senz’altro il vino più originale e caratteristico della Doc Garda Classico.  In sua memoria ogni anno il Comune di Moniga organizza Concorso enologico Palio del Chiaretto –Trofeo Pompeo Molmenti, una singolare competizione,  che seleziona i Chiaretti in forma anonima. Il Chiaretto vincitore viene premiato con il Trofeo Pompeo Molmenti, cioè una preziosa coppa di cristallo di Murano, che viene definitivamente assegnata alla cantina che vince per tre volte, anche non consecutive.

Quest’anno la seconda selezione dei magnifici 15 ha visto trionfare l’azienda agricola La Basia di Puegnago (www.labasia.it) con il Valtènesi Chiaretto Doc 2016 La Moglie Ubriaca: il riconoscimento è stato consegnato dal presidente di Italia in Rosa Luigi Alberti oltre che dal sindaco di Puegnago Adelio Zeni. Assegnati anche i riconoscimenti della prima edizione di Italia in Rosa Packaging, il concorso per la miglior etichetta organizzato in collaborazione con San Faustino cui hanno partecipato 42 aziende.

Il Chiaretto è ottenuto dalle uve rosse del Garda Classico (Groppello min.30%;Marzemino min.5%, Barbera min.5% e Sangiovese min.5%) con il metodo dell’ alzata del cappello, che permette in una sola notte, dopo poche ore di fermentazione, di ottenere un vino dal colore rosato del “petalo di rosa”. Pompeo Momenti, senatore veneziano, sposò una nobildonna di Moniga del Garda, Amalia Brunati, che gli portò in dote la Villa omonima di Moniga e 15 ettari di terreno, la maggior parte coltivati a viti, declinanti dalle colline moreniche verso le sponde del lago. Rappresentò come Vincenzo Dandolo e Pietro Verri, una figura di intellettuale che si applicava con successo in numerose branche della conoscenza, storico, critico d’arte e quindi anche capace enologo e agronomo.

Prima di giungere a Moniga del Garda, Molmenti entrò in politica come consigliere comunale a Venezia e successivamente, nel 1890, fu eletto deputato al parlamento del primo collegio di Brescia. In seguito venne eletto senatore del collegio di Salò, carica che mantenne fino al 1920. E’ in questo periodo che il Molmenti si interessò politicamente anche dell’agricoltura ed in particolare della viticoltura del Bresciano. Molmenti intervenne più volte per sollecitare provvedimenti da parte del governo contro la fillossera che stava colpendo i vigneti italiani. Così come si occupò delle leggi sanitarie e di norme anti-sofisticazione nel campo dei vini. Nel 1919, a guerra conclusa, fu nominato sottosegretario di Stato per le antichità e belle arti, occupandosi in seguito del recupero delle opere d’arte sottratte dall’Austria durante la guerra.

L’idea di cimentarsi nella produzione del Chiaretto gli venne probabilmente dai numerosi viaggi intrapresi in Francia, ma non è escluso che l’ispirazione di utilizzare l’antico metodo (essendo un conoscitore dell’agricoltura antica) gli sia stata suggerita dalla letture delle Venti giornate di Agricoltura dell’autore cinquecentesco bresciano Agostino Gallo, che conosceva bene il metodo di produzione dei chiaretti francesi.

 

venerdì, luglio 5, 2013 @ 12:07 PM
admin

buonaTerritorio, sostenibilità, naturalità, export, prezzo, sistema: sono concetti che riflettono l’essenza di un distretto – quello del vino – impegnato a preservare e valorizzare il patrimonio produttivo nostrano.

A fotografarli è la seconda edizione di Vino.Futuripossibili, ricerca dedicata alla filiera vitivinicola condotta dal Gruppo 24 ORE con le sue riviste Bargiornale, Gdoweek, Mark Up, Ristoranti Imprese del Gusto e VigneVini in collaborazione con l’esperta in tendenze alimentari e sociali Marilena Colussi, l’istituto di ricerche  Doxa-Marketing Advice ed il panel HQ24 (high Quality Panel) del Gruppo 24 ORE, che anche quest’anno ha puntato ad analizzare i fattori cruciali del vino, in un contesto in cui professioni, ruoli e competenze sono sempre più interconnessi.

Dai dati emerge chiaramente come la passione degli italiani per il vino vada coltivata: rispetto a qualche anno fa, infatti, si assiste ad una drastica riduzione dei consumi di vino (sceso a circa 37 litri annui pro-capite, ma metà rispetto agli inizi degli anni ’80), ma anche ad una notevole diversificazione delle scelte in termini di modi e luoghi di consumo – è cresciuto l’apprezzamento verso locali e ristoranti in cui si può bere vino al calice (giudicati con favore dal 71,1 e dal 76,2% dei due campioni) – e di canali utilizzati per l’acquisto – è ulteriormente cresciuto l’acquisto nella Gdo (canale utilizzato dal 72,4% del campione consumatori negli ultimi 6 mesi), ma sono stati riscoperti anche gli acquisti diretti (il 28,8% ha acquistato direttamente dal produttore o presso una cantina/spaccio) ed è in aumento l’acquisto via internet (14%). Ciò che non è mutato è il valore assegnato al vino, che rimane molto elevato, con un forte accento sulla passione: la maggioranza degli intervistati (il 57 ed il 55% dei due campioni), infatti, ha dato voti molto alti (tra l’8 ed il 10) alla propria passione per il vino. Anche la ricerca della qualità nel vino appare imprescindibile per il consumatore, che la lega al concetto di naturalità e sicurezza-salubrità ma anche di bevibilità.

Tornando alla ricerca, in generale pubblico e professionisti del settore sono unanimi nell’indicare come leve prioritarie per aumentare successo, consumi e vendite di vino la naturalità, l’attenzione al territorio e l’export: sono infatti tra gli elementi maggiormente votati nel corso della ricerca.

Seguono, in termini di importanza, anche la sostenibilità ed il prezzo: per quest’ultima leva risulta particolarmente sensibile il tema della chiarezza, vista la pluralità di posizionamento del prezzo dei vini all’interno dei diversi canali. Non mancano i riferimenti all’importanza di creare partnership e di fare sistema da parte di produttori e distributori. Sono giudicati meno rilevanti il fatto di puntare su marca e formule di e-commerce: quest’ultimo, probabilmente, è considerato più un mezzo utilitaristico che un’opzione strategica.

 

lunedì, luglio 1, 2013 @ 11:07 AM
admin

vinofuturiimageScrivo da giornalista del vino da più di vent’anni, grazie ad una tesi di laurea sulla storia della vinificazione in Lombardia, concessami dall’indimenticabile prof. Franco Della Peruta (Ordinario di Storia del Risorgimento all’Università degli Studi di Milano).

I primi articoli ed esperienze le ho vissute con il Corriere Vincolo, primo direttore Antonio Rossi e quindi per circa ventan’anni con l’amico Marco Mancini, da cui ho imparato pr0fessionalità e dignità nel fare informazione.

Bellissimi ricordi con l’annuario Enotria, che era un esempio di cultura del vino italiano nel mondo. In tutto questo tempo non ho mai scritto per autocelebrazione. Uno stile a cui non sono abituato.

Oggi con orgoglio voglio presentare il rapporto di filiera Vino.Futuripossibili  edito dal Gruppo 24 Ore. Un lavoro di squadra, scritto a tante mani (Bargiornale, Gdoweek, Mark Up, Ristoranti Imprese del Gusto e VigneVini e collaboratori), scaturito dai dialoghi ed intese con amici viticoltori, vignaioli, agronomi, enologi, direttori di consorzi da una parte, dall’altra con tantissimi operatori entusiasti dell’horeca e qualche guru della Gdo, nonostante la crisi attanagli i portafogli, ma per fortuna non le menti.

“Serve però una presa di coscienza – scrive Rosella Destefano, nell’editoriale del Rapporto – da parte di tutti: cantine, retailer, bar e ristoranti. E strategie condivise. Da queste considerazioni ha preso le mosse la nostra ricerca, dretta da Marilena Colussi, in collaborazione con Doxa Advice. Una questione che meritava di essere analizzata in profondità”.

Per raggiungere questi obiettivi la ricerca è stata condotta coinvolgendo da un lato i consumatori (sono state realizzate due indagini, una condotta da Doxa-Marketing Advice su un campione di 500 uomini e donne 18-64enni ed una su un campione di 2.340 persone selezionato dal Panel High Quality Gruppo 24 ORE), dall’altro i professionisti dell’intera filiera del mondo del vino (300 professionisti).

Ad arricchire l’edizione di quest’anno, anche le opinioni e i commenti del nostro comitato tecnico Wine Team: esperti, opinion leader e rappresentanti di consorzi che con entusiasmo hanno raccolto il nostro invito e sposato il progetto.

Il rapporto completo è consultabile all’indirizzo http://www.bargiornale.it/vino-2013/0,1254,87_FLP_1660,00.html

 

giovedì, maggio 30, 2013 @ 12:05 PM
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Autosave-File vom d-lab2/3 der AgfaPhoto GmbHLeggo da un articolo di ItaliaOggi di martedi 28 maggio, intitolata “Persa la battaglia del prosecco”:  Dal 1° luglio la Croazia entrerà nella UE.  I nuovi venuti nella UE producono il prosek. L’Italia ha già chiesto di vietare questa denominazione che potrebbe trarre in inganno il consumatore europeo – specie tedesco –  dove il Prosecco italiano la fa ancora da padrone.

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sabato, giugno 9, 2012 @ 10:06 AM
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mercoledì, maggio 30, 2012 @ 10:05 AM
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Villa in Verticale, un appuntamento importante, anno dopo anno, siamo alla XVIII edizione, per conoscere la storia di Villa Franciacorta, che da sempre parla di passione, amore per la terra e ricerca dell’eccellenza.

Un percorso affascinante dove i protagonisti sono i Franciacorta Millesimati Villa, quest’anno raccontato da ben dieci annate, dal 1983 e al 2008 (presentata in anteprima all’ultimo Vinitaly). Un degustazione tecnica, che da diciotto anni la Cantina organizza in via esclusiva per la stampa specializzata, la rete di vendita e i migliori clienti dell’azienda, occasione più unica che rara, per assaggiare bottiglie degorgiate ben ventisei anni fa, nel 1986.

La degustazione tecnica è stata condotta da un’entusiasta Nicola Bonera, miglior sommelier d’Italia 2010, appassionato ed esperto conoscitore della Franciacorta, e da Alessandro Scorsone, maitre sommelier di Palazzo Chigi e noto volto televisivo. “Una Verticale memorabile- ha commentato Nicola Bonera –  attraverso annate div

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venerdì, aprile 13, 2012 @ 07:04 AM
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martedì, marzo 27, 2012 @ 06:03 AM
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“Isabella Pelizzatti Perego, della azienda vitivinicola Ar.Pe.Pe di di Sondrio riceve il premio “Benemerito della vitivinicoltura italiana – Medaglia Cangrande”

Nell'ambito della giornata inaugurale è stato consegnato, da parte della Fiera di Verona e dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Lombardia, il Premio Cangrande, uno dei più prestigiosi riconoscimenti all' interno del panorama vitivinicolo nazionale.

“Lo scorso 6 dicembre l’azienda vitivinicola ArPePe di Sondrio – spiega Giulio De Capitani, Assessore all’Agricoltura della Regione L

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venerdì, agosto 12, 2011 @ 08:08 AM
admin

Torna, dopo il successo dello scorso anno, laserata di degustazione dei vini di Libera Terra in Biblioteca. 
I vini di cui si parlerà sono il risultato del lavoro di gruppi di giovani che, riunitisi in cooperative sociali, coltivano ettari di terra confiscati ai boss della mafia, grazie alla legge di iniziativa popolare 109/96 nata dalla mobilitazione promossa da Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. 
Queste terre, restituite alla collettività, sono tornate produttive anche grazi

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