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Martedì 6 dicembre 2011 - alle ore 20:30 - a MORAZZONE (VA) - presso la Sala Mazzucchelli - (via XXVI agosto, 6)

 presentazione del libro

 Il Seprio nel Medioevo. Longobardi nella Lombardia settentrionale (secc. VI-XIII)

 Intervengono:  

Matteo L. Bianchi – Sindaco di Morazzone; Francesca Brianza – Assessore alla Cultura Provincia di Varese

Gli autori 

Elena Percivaldi – medievista e curatrice del volume

Paola Marina De Marchi – Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia

Cristiano Brandolini – archeologo

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“>Diego Dalla Gasperina – storico

Maddalena Pizzo – coordinatrice SIMArch

“Dal Lago Maggiore seguendo il corso del fiume Ticino fino a Padregnano, e da Padregnano a  Cerro di Parabiago e da Parabiago  a Caronno  e da Caronno fino al fiume Seveso, e dal Seveso fino al fiume Tresa fin dove il Tresa si getta nel suddetto Lago Maggiore”. Ecco i confini del Seprio così come li stabiliva, il 10 febbraio 1185, l'imperatore Federico Barbarossa. Il documento, noto come Trattato di Reggio, concedeva ai milanesi le regalie che l'impero aveva nei contadi non solo del Seprio, ma anche della Martesana, della Bulgaria, di Lecco e di Stazzona (Angera). Ma si trattava di confini ormai ristretti: a nord alla sponda meridionale del Lago di Lugano, a est al corso del Seveso, a ovest al Verbano e al Ticino, a sud al collegamento tra Seveso e Ticino all'altezza di Parabiago. Solo un pallido ricordo di ciò che era stato, nell'alto medioevo, uno dei territori più decisivi – strategicamente, militarmente, commercialmente, politicamente – per la storia non solo d'Italia, ma dell'intera Europa.  

A raccontarne la lunga e intensa storia di quest'area oggi appartenente alla Provincia di Varese c'è ora un volume, “Il Seprio nel Medioevo. Longobardi nella Lombardia Settentrionale (secc.VI-XIII)” (ed. Il Cerchio, Rimini) che raccoglie gli Atti dell'importante convegno svoltosi a Morazzone (Va) nell'aprile 2010. Un volume e una storia quanto mai attuali dopo il recentissimo (giugno 2011) ingresso di Castelseprio e Torba  nella World Heritage List dell'Unesco  come parte integrante del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 dC)” .

 

 

 

 

 

 

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