Oggi è sempre più facile, in qualsiasi angolo d’Italia, trovare un buon ristorante, dove la cucina creativa, firmata da chef emergenti, si sposa con la filosofia del Km0, abbinata ad un buon punteggio di una delle migliaia di guide o siti gastronomici più o meno di moda.
Non è assolutamente facile invece scovare un ristorante o meglio una trattoria, dove la tradizione delle “cose buone” sopravvive e si sposa con la ricchezza delle materie prime, creando un vero e proprio tesoro enogastronomico.
Al centro di Bosisio Parini, delizioso paese sul lago di Pusiano, paese natio del celebre Giusppe Parini dove lavoravano attive filande, ricavata da una osteria centenaria, la Trattoria il Quinto Quarto è un luogo di cultura Pantegruelica, per chi piace “mangiare”, nel vero senso della parola, accostando qualità a sostanza.
L'aspirazione di Francois Rabelais, creatore di Gargantua e Pantagruel, era che il lettore conformi la sua vita a quella di Pantagruel, e riconosca in lui il tipo umano più completo. Essere un buon pantagruelista, vuol dire “vivere in pace, in gioia e salute e darvi sempre bel tempo”.
Entrando nel cortile del Quinto Quarto il tempo in effetti si dissolve e prende posto la realtà fatta di bottiglie di grandi vini, di bontà enogastronomiche e di una simpatia e professionalità, che ti fa sentire a casa tua nel momento delle feste.
ra e altri simili ‘spazzagola’. Per sua prescrizione ne mangiammo fino a dover confessare che il nostro stomaco era sarchiato a dovere e che la sete ci importunava in modo abbastanza fastidioso”.
Ritornano alla mente le migliori letture della gioventù, racconta Rabelais: “Poi convennero ch'era il caso di far merenda proprio là. E in men che non si dica fu tutto una va-e-vieni di bottiglie, un trottar di prosciutti, un volar di salsicce, un risuonar di bicchieri e di boccali. Furono quindi portati numerosi, giocondi e ben stagionati prosciutti, belle, grosse e gioconde lingue di bue affumicate, salumi vari e bei salamini alla cacciato
Dalla letteratura del XVI secolo alla realtà, è un po’ quello che succede nelle solenni feste che il Quinto Quarto organizza per celebrare ad esempio il Bollito di Bue grasso, dove il lambrusco si beve ancora nelle tazze di ceramica oppure si pasteggia con nobili bollicine di Franciacorta come il Cuvette brut 2006 Villa.
D'altronde la cultura enogastronimca della famiglia Corti non ha limiti ed è ricca di risorse grazie soprattutto alla Bottega del Fresco (comunicante con la trattoria), una macelleria, salumeria e dispensa di prodotti eccellenti.
Tutto ebbe inizio nel 1939, quando Giuseppe Corti, nonno di Arnaldo e Alessandra, allevava e macellava i suoi maiali nel piccolo borgo di Bosisio Parini. Poi fu il susseguirsi di ricambi generazionali: nel 1958 il figlio Ignazio, comincia a lavorare anche la carne di toro, che vende nel negozio insieme agli insaccati da lui stesso prodotti. Arnaldo, figlio di Ignazio, prosegue il lavoro del papà, continuando la produzione di insaccati, che vengono poi venduti in negozio o degustati direttamente in trattoria. Dal 2009 Arnaldo si reca personalmente in Piemonte ogni settimana per rifornire l'azienda di pregiata carne di Fassona piemontese certificata, affiancata da un'oculata scelta di vini e prelibatezze tipiche: tra i salumi, preziosi “Culari” (dal budello lungo) di 18 mesi, mortadelle di fegato e cacciatorini artigianali; tra i formaggi lo strachitunt, panerone e taleggio invecchiato in grotta.
Al Quinto Quarto a mezzogiorno di si pranza con 10 € e il menù d’asporto (rpimo, secondo e contorno) costa 8 €, perché come sostiene Arnaldo “I prezzi sono ragionati, perché la gente lavora e bisogna farla mangiare bene”.
Anche per questo prossimo weekend, Vi proporremo piatti che risaltano i prodotti tipici della stagione autunnale!
Ecco le novità!
# Gnocchi di ceci in salsa di porri e zucca
# Ravioli di anatra
# Pernice rossa all'uva
Per domenica 14 ottobre Vi segnaliamo ad Alagna il mercatino Slow Food, mentre ad Otro (fraz. Alagna) si terrà la Festa d
el pane. Per maggiori info: www.atlvalsesiavercelli.it
Un cordiale saluto ed un arrivederci a presto!
Chiara & Giorgio
Hostaria di Bricai
Via Marconi 30
13020 Rassa (VC)
Tel. 0163.77264
rassabricai@virgilio.it
www.hostariabricai.it
# Risotto con pesce gatto ed erba cipollina
# Luccio al verde con bastoncini di polenta croccante
Naturalmente, per i più nostalgici, anc
ora funghi porcini freschi a volontà!!
Infine Vi segnaliamo per sabato 29 settembre a Riva Valdobbia l’inaugurazione della mostra “I Volti” di Angelo Salomone accompagnati dalle poesie di Barbara Calaba, mentre per domenica 30 settembre la storica “Fiera di San Michele” che si svolgerà a Scopello e Riva Valdobbia (esposizione di bestiame, di prodotti tipici e artigianato valsesiano). Per maggiori info: www.atlvalsesiavercelli.it
Via Marconi 30
13020 Rassa (VC)
Tel. 0163.77264
rassabricai@virgilio.it
www.hostariabricai.it
Rassa, in Alta Valsesia, è un piccolo gioiello che in pochi conoscono. Cento case arroccate su un fiume e con bei ponti, molto suggestivi. Si mangia bene a Rassa, tra i numerosi loci sapienti del mangiare, vi consigliamo l’Hostaria di Bricai, appena entrati in Rassa.
Cento anni fa si chiamava la vecchia Locanda delle Alpi. Oggi è un testimone prezioso della cucina di una volta, rivisitata da Giorgio de Fabiani, che con la moglie Chiara, hanno impostato un luogo della memoria e del piacere.
Ecco, tra le novità, cosa bolle in pentola questo prossimo weekend:
# Tagliatelle di farro con ragout di cinghiale tto di coniglio farcito al forno con purea di patate e sedano rapa
# Ravioli di capriolo
# Coscio
# Filetto di salmerino in crosta di semi di papavero con fagiolini
# Crostata nera con marmellata di arance amare
Quanto a svaghi e intrattenimenti, segnaliamo in Valseisa a Boccioleto la Festa del Fungo che si terrà sabato 8 e domenica 9 settembre, mentre ad Alagna (Passo dei Salati) domenica si svolgerà la manifestazione “Sapori di Alta Quota”. Per maggiori info: www.atlvalsesiavercelli.it
Hostaria di Bricai - Via Marconi 30 - 13020 Rassa (VC) Tel. 0163.77264- rassabricai@virgilio.it -www.hostariabricai.it
Qualcuno l’ha definita la “regina degli sciatt”, senz’altro l’appellativo di “ambasciatrice della Valle”, cucitole addosso da Edoardo Raspelli, le sta perfettamente.
Anna Bertola è una valtellinese di razza, ristoratrice per intuizione e passione. Nata a Bianzone il 2 agosto 1962, da genitori panettieri, che nel 1958 fecero un grande sforzo economico, ma lungimirante, acquistando le mura e l’attività della locanda-ristorante chiamata Altavilla, una bella casa dei primi del ‘900.
“Fin da piccolissima ho respirato l’aria della locanda, i profumi della cucina di mia madre, i racconti degli spalloni che nel 1970 facevano contrabbando con la Svizzera e si fermavano qui a rifocillarsi dalle lunghe e interminabili traversate. In quei tempi il contrabbando era il pane quotidiano, altro che turismo”. Dopo gli studi di ragioneria e un’esperienza a Parigi, come ragazza alla pari, imparando il francese e il tedesco per allargare i propri orizzonti, nel 1983 Anna torna a Bianzone e in seguito alla morte del papà, prende in mano la gestione della Locanda Altavilla.
Fu decisivo l’incontro con Giuseppe Bona, cuoco esperto e creativo, che ha saputo traghettare la cucina valtellinese tradizionale verso nuovi orizzonti, più moderni e in linea con le attuali esigenze dei consumatori. Sempre alla ricerca di nuove esperienze e professionalità da offrire alla propria clientela, Anna frequentò con consensi il Corso da Sommelier, poi un corso di degustazione e conoscenza di formaggi e infine un master in distillati promosso dalla Comunità europea svoltosi presso l’AIS di Milano.
“” width=”300″ height=”178″ />Valorizzare il territorio attraverso la costante ricerca delle migliori materie prime e dei vini della Valtellina, è la filosofia trainante del ristorante Altavilla. Una passione, quella del vino, che Anna conserva e condivide con altri amici ristoratori della Valle. La cantina offre una selezione di oltre 400 etichette, presenti tutte le tipologie del DOC e DOCG della Valtellina, con le sue sottozone: Valgella, Grumello, Inferno, Sassella, Maroggia; le cantine sono tutte ben rappresentate, in una carta dei vini che può essere definita un vero e proprio inno al territorio. Anna e Cristian Recia, suo fido collaboratore in sala, aprono qualsiasi bottiglia da mescere al calice, pur di permettere la maggiore conoscenza dei vini della Provincia di Sondrio.
In particolare desta una grande curiosità la “carta degli sforzati”, con annate così preziose da poter organizzare delle “verticali” memorabili, ma non si pensi con prezzi inavvicinabili, perché Anna è convinta che il vino deve essere bevuto e non rimanere in cantina. Inoltre notevole la collezioni di vini molto particolari come vini francesi e vere e proprie chicche, come gli Icewine austriaci.
Altavilla, con la sua esclusiva balconata di orchidee, coltivate con amore da Anna, è un luogo di piacere dove meditare rilassati sul buono e bello della vita. Ristorante goloso e locanda B&B, con 14 camere, ben disposte al sole. La ricerca comunque non finisce mai, perché Anna ha voluto creare un “corner eno-gastro-letterario”, in una sala dedicata alla degustazione dove organizzare eventi, ma anche semplici momenti dedicati ai sapori e alle tradizioni della Valtellina, di cui i prodotti saranno tutti rappresentati ed acquistabili, insieme a libri a carattere enogastronomico.
Altavilla – Bianzone (SO) – T 0342 72 03 55 – www.altavilla.info
pubblicato su “Ristoranti.Imprese del Gusto” di marzo 2012
Già il sito, il Sacro Monte di Varese, esprime un fascino tutto particolare. Altri luoghi di culto e celebrazione, mi inquietano piuttosto che darmi pace e serenità. Sarà per la natura, la riserva naturale del Parco del Campo dei Fiori, che circonda le testimonianze architettoniche, sarà per il panorama, che spazia sulle montagne circostanti, che si specchiano nei laghi di Varese, di Monate e di Comabbio.
Il Sacro Monte, con le sue 14 cappelle, che si snodano lungo un acciotolato di circa 2 km, è probabilmente il più affascinante itinerario mariano al mondo. Si pensa che sulla via che porta al Sacro Monte siano passati, in circa 300 anni, 60 milioni di pellegrini. Negli scorci con panorami mozzafiato, tra i tetti delle case antiche, dai muri delle cappelle e del santuario, si percepisce il fascino di una storia importante.
L'importanza strategica del fortilizio di S. Maria del Monte, tra i più forti nel Contado del Seprio, emerge nel Medioevo, all'epoca delle lotte tra papato e impero. Quando i longobardi riuscirono, nel 1045, a far eleggere arcivescovo un loro esponente, Guido Bianchi da Velate, i contrasti s'inasprirono: Santa Maria diventò il quartier generale della fronda a Milano, fino a ospitare l'esercito di Federico Barbarossa, nemico giurato del clero ambrosiano. Con i Visconti, la storia cambiò. La rocca sul Sacro Monte cominciò a perdere potere fino a essere smantellata. Oggi rimangono visibili nel borgo rare tracce inglobate nel Santuario e fra le case private. Il 1400 fu per S.Maria del Monte un secolo buio, di profonda decadenza. I boschi selvaggi riguadagnarono terreno. Non è un caso che, nel 1452, lo scelgano come luogo d'eremitaggio.
Nel 1474 Papa Sisto IV concesse la facoltà di istituire un convento agostiniano. La comunità religiosa si sviluppò fino al '600 quando, dall'intuizione della romita Tecla Maria Cid e dall'impegno del frate cappuccino Giovan Battista Aguggiari, nacque il progetto della monumentale salita del Rosario, a cui lavorarono alcuni tra i più importanti artisti e architetti dell'epoca, dal Bernascone al Nuvolone al Legnanino. (Guida al Campo dei Fiori ed al Sacro Monte di Varese -www.sacromo
ntevarese.net )
Tra storia e splendidi paesaggi, scendendo dal monte verso la prima cappella, non si può che fermarsi al piccolo ristorante Montorfano, che offre il panorama più bello da una terrazza esposta a 360° al sole. Il “capo” qui è Andrea, e se pensiamo che ha solo quatto anni d’esperienza in ristorazione, come patròn la sa lunga! Grande ospitalità, spiccata intelligenza nel proporre piatti e vini e soprattutto totale disponibilità nel farti sentire a casa tua. Il menù è sempre intrigante, anche quando è quello turistico (si pranza con 10 €). Si parte con un antipasto-tutto pasto, cioè è da per sé sufficiente a saziarti. Un tagliere dai colori spettacolari, preparato con cura con piccole terrine di verdure sott’olio fatte in casa, tomini all’olio tartufato, salsiccia cruda leggermente passata nell’olio, salumi nostrani e crostini di patè. Noi abbiamo bevuto una Bonarda Vigna Laura di Terre Bentivoglio (9 €).
Tradizione, ma anche inventiva, come la terrina di cervo allo zenzero in gelatina. Ma la specialità della casa sono la selvaggina e i funghi, in stagione, accompagnati chiaramente dalla polenta. La pasta e gli gnocchi sono rigorosamente fatti in casa e le ricette sono tradizionali, ma rivisitate in modo intelligente, come i gnocchetti al sugo di baccalà. Ottima carne alla griglia, arrosti e bolliti, fanno di un pranzo un evento pantagruelico. E alla fine non manca mai una fetta di crostata fatta in casa. Carta dei vini intelligente con ricarichi più che onesti (il doppio), vino della casa selezionato e sempre vino al calice, soprattutto i vini della zona IGT Ronchi Varesini, di cui Andrea è un patrocinatore. Che dire altro? Antipasto, primo piatto, vino (1 bott.), acqua e tisana: 25 € (a testa)
Ristorante Montorfano è il buonodellavita!
Ristorante Montorfano – via del Santuario 74
Chiusura: martedi – Tel.0332.227027- http://www.ristomontorfano.it
Il vino in palestra…un’eresia a detta di molti. Invece è la bella realtà che si vive a Living Wellness di Garbagnate milanese, centro fitness di mille metri quadrati con spazi distribuiti in modo ergonomico ed armonico. Un’essenza di tecnologia e sapere, progettata e gestita da mani esperte e menti consapevoli.
La bella esperienza nasce dalla passione di Raffaele Familari, direttore del centro e sommelier, e dall’incontro con i nuovi cuochi del Living Cafè, Davide e Giovanni, che si sono impegnati ad offrire oltre che un servizio quotidiano di caffetteria, tisane, colazioni e spuntini reintempranti, anche una sana cucina creativa, da affiancare alle attività sportive.
“Il consumo di alcolici e, in questo caso specifico di vino, – spiega Raffaele Familari – da parte di chi pratica abitualmente attività sportive è sempre stato un argomento controverso e complesso. Citando le affermazioni di alcuni medici sportivi e ricercatori: “…l’importanza del consumo moderato di vino da parte degli atleti intensamente sottoposti ad affaticamento e stress è confermata dalle proprietà sedative ed euforizzanti che contribuiscono il mantenimento della forza psicofisica. L’azione protettiva del sistema cardiovascolare di un consumo moderato di vino è pari a quella di un moderato esercizio fisico.” (M. R. De Jaham e J. Bordelais). E’ stato poi appurato che il consumo moderato di vino associato ad un esercizio fisico costante aiuta l’eliminazione di colesterolo dal sangue. evitare che l’acido lattico prodotto dalla digestione possa creare problemi fisici all’atleta”.
E’ però importante che il vino venga assunto in dosi moderate e soprattutto lontano da sforzi fisici e gare, per permetterne il metabolismo ed
La prima serata a tema organizzata ai primi di dicembre è stata dedicata ai “Vini e cucina di montagna, tra benessere e piacevolezza”. E’ ormai noto che degustare il vino in modo consapevole e moderato apporta benefici ineguagliabili. Soprattutto i vini rossi prodotti con uve coltivate a quote elevate, sui vigneti eroici (per la difficoltà di coltivazione) delle montagne, sono molto ricchi di polifenoli e soprattutto di resveratrolo, quella sostanza antiossidante, che aiuta a prevenire malattie coronariche e anche alcuni tipi di tumore.
Valle d’Aosta e Valtellina a confronto, quindi, le maggiori aree terrazzate vitate in Italia, per una serata didattica, ma anche di ottima cucina. Le cantine che si sono messe in gioco, sono state l’Insitut Agricole Regional di Aosta e la Nino Negri di Chiuro in Valtellina. Piatti gustosi, ma in razioni calibrate, così come i calici di vino serviti. Hanno introdotto la serata un antipasto di tartare di cavallo abbinato ad un calice di “Sang des Salasses”, profumatissimo Pinot nero in purezza; a seguire un risotto alla fonduta di fontina con un calice di Fumin Vallèe d’Aoste Doc (autoctono valdostano). Un assaggio di pizzoccheri con un calice di Sassella Valtellina Docg Nino Negri e per finire bocconcini di cervo, marinati al vino bianco, con un calice di meraviglioso Sfursat Docg Nino Negri.
LIVING Cafè - tel. 02/99020464 –www.livingwellness.it - Via Caduti garbagnatesi 17, 20024 Garbagnate Milanese (MI)
Una tavernetta intima e accogliente, una chitarra messa in un angolo, un cantautore come ospite ed un menù studiato ad hoc che rispecchia note e personalità della musica proposta: questi gli ingredienti per una serata dal sapore raffinato e dal gusto un poco retrò.
Il Giusto Gusto è un luogo sognato e realizzato Danilo Gatti, cuoco per passione e per professione. Punto d’incontro tra un cuoco e tante altre persone con in comune la passione per il buon cibo, il buon bere e il buongu
sto.
Da novembre al mercoledì il centro ritorna ad animarsi: dopo la bella esperienza dei “concerti verticali”, Il Giusto Gusto propone una serie di appuntamenti un po’ particolari: buona musica e buona cucina si fondono per creare ogni volta un’esperienza nuova.
Prenotazioni e informazioni: Via dei Calzolai, 4 – 29121 Piacenza – Tel. 0523.071875
www.ilgiustogusto.com – facebook: Il Giusto Gusto – mail: info@ilgiustogusto.com
In una delle più belle piazze d’Italia, Piazza Duomo a Trento, si trova lo Scrigno del Duomo, wine bar e ristorante gourmet. Il palazzo che lo ospita è probabilmente medioevale e si accede attraverso un cancello in ferro battuto, dove apre un bel patio dove in primavera e d’estate si può degustare e cenare seduti ad un tavolo con una magnifica vista della fontana del Nettuno al centro della piazza
Strutturato su due piani: uno corrisponde al “Wine Bar” (piano terra) e l'altro al “Ristorante”, al piano inferiore, dove un tempo vi era l’antica piazza. Il progetto di arredo e allestimento prosegue la ricerca paziente, che si è fatta per ristrutturare l’ambiente che lo avvolge, tra restauro e integrazione, nella ricerca di una precisa identità espressiva e formale.
Le nature morte di Albino Rossi, la vite di Luciano Zanoni, i trafilati in gres di Alessio Tasca, le foto di Flavio Faganello, o ancora l'opera astratta di Luigi Senesi e i disegni di Othmar Winkler sono segni che vibrano nel silenzio dello spazio. Ornano l’attuale “sala golf” (lodola) le stampe di Mondrian. Tutte queste importanti opere contribuiscono a rendere unico questo locale.
Prima di entrare nelle sale da pranzo imbandite, Franco Zanella, esperto sommelier vi ospita in una saletta per l'aperitivo, allestita sotto una pergola in ferro battuto di Luciano Zanoni. La sala più importante e quella del “Senesi”, così chiamata dal nome dell'artista che ha creato il meraviglioso graffito, che occupa un'intera parete del locale.
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Tra le sale, la più “antica” e suggestiva è la cantina, qui si può ammirare le mura di cinta della Trento romana e il pozzo del ‘700 rivenuto durante gli scavi: è questa la fornitissima enoteca dello Scrigno. In questo ambiente affascinante e per niente formale, si degustano i piatti di Alfredo Chiocchetti, di ispirazione territoriale, rivisitati e creativi.
Un’esperienza “goduriosa” in un momento in cui anche la ristorazione che si definisce “creativa e di qualità”, secondo noi, lascia molto a desiderare. E allora abbiamo assaggiato le frattaglie di vitello che bontà (Millefoglie di lingua e chiodini con zabaione di salsa verde, testina in brodo di cipolla rossa, cervella dorata con misticanza, rognoncini con crema di mais) e la crema di cavolfiore con cannolo di Trentingrana con l’esordiente Altemasi rosè brut Trento Doc. Quindi la fracosta di manzo rosa con salsa bordolese, flan di zucca al dragoncello e cipolla rossa agrodolce con il Maso Torresella rosso (Lagrein e Teroldego), un’altra novità di Cavit. Abbiamo chiuso con il formaggio al posto del dolce, da una ricca carta dei formaggi territoriali tra cui il puzzone di Moena, la spressa delle giudicarie, il taleggio alle foglie di noce, ecc.
La carta dei vini offre una scelta di oltre 750 etichette ed una ampia selezione di vini al bicchiere.
Lo Scrigno del Duomo, piazza Duomo 29 – 38100 Trento, tel. + 39 0461.220030; www.scrignodelduomo.com 65/70 € vini esclusi.









