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Viridea, catena italiana di garden center, e CIAI – Centro italiano aiuti all’infanzia, promuovono in occasione del prossimo Natale “Letterine per un Sogno”: un’iniziativa benefica a sostegno del progetto “Tutti al centro! – spazio educativo per bambini”. Dal 3 novembre al 22 dicembre, per ogni letterina a Babbo Natale che i bambini imbucheranno nell’apposita cassetta postale collocata all’interno dei punti vendita Viridea, l’azienda donerà 1 euro alla onlus per sostenere il centro educativo localizzato a Milano, nel quartiere Stadera.

Il progetto “Tutti al centro! – spazio educativo per bambini” prevede, in una zona milanese ad elevato disagio sociale, la realizzazione di centro educativo, un doposcuola, uno spazio sicuro e protetto in cui persone competenti e affidabili possano accompagnare i bambini più “difficili” nel loro percorso di crescita, possano supportare i genitori e un sistema scolastico non sempre in grado di accogliere le diversità. Questi bambini saranno in futuro giovani più sicuri di sé, meno inclini alla devianza e in grado di affrontare con consapevolezza il proprio futuro. Sarà Gioele Dix, da molti anni affezionato testimonial di CIAI, ad invitare i bambini ad aderire con entusiasmo all’iniziativa con un messaggio video registrato per l’occasione presso uno degli Uffici postali di Babbo Natale allestito da Viridea.

Con il progetto “Letterine per un sogno” non solo intendiamo dare un segno concreto di solidarietà in occasione del Natale – commenta Luca Pelliciari, responsabile comunicazione di Viridea ma vogliamo offrire ai bambini la possibilità di trasformare un semplice gesto in qualcosa di molto più grande. I desideri di tanti diventeranno così la realizzazione di un unico sogno comune, per aiutare tutti insieme i bambini che vivono situazioni di difficoltà, anche qui in Italia”.  “Non vogliamo solo contare il numero dei bambini che abbiamo sostenuto, vogliamo generare nelle loro vite un vero cambiamento. Lavoriamo “per e con” i bambini, cerchiamo di migliorare le loro vite, di essere al loro fianco, come un genitore farebbe con un figlio”, spiega Paola Crestani, presidente CIAI.

Nell’ambito dell’iniziativa “Letterine per un sogno” sarà organizzato nei Viridea Garden Center anche un ciclo di laboratori creativi gratuiti, durante i quali i bambini avranno la possibilità di realizzare e decorare la propria letterina personalizzata da imbucare nella cassetta postale di Babbo Natale.

Informazioni e calendario completo su www.viridea.it.

Viridea propone, a partire da sabato 16 settembre, un ciclo di incontri gratuiti sul tema delle bulbose, per imparare a conoscere le diverse specie e progettare spazi fioriti piantando i bulbi nel modo più adeguato in giardino o in vaso.

 

Gli incontri, della durata di due ore, saranno tenuti da Dana Frigerio, garden designer e blogger, direttrice della rivista digitale dedicata al verde e alle piante Blossomzine. L’esperta spiegherà come progettare un giardino di bulbi, condividendo alcune nozioni basilari di progettazione degli spazi verdi, o un vaso di bulbi per il balcone. Fornirà inoltre indicazioni e suggerimenti pratici per adeguarsi allo spazio disponibile e piantarli nel modo più appropriato in giardino, terrazzo o balcone. Verrà spiegato in particolare come piantare i bulbi in vaso a più strati, per avere diverse fioriture consecutive. La blogger insegnerà quindi come riconoscere e distinguere bulbose, tuberose e rizomatose, mettendo in evidenza le principali differenze. Per finire verrà spiegato come forzare gli Amaryllis per averli fioriti a natale e utilizzarli come regalo o come centrotavola per le Feste. Dana Frigerio resterà a disposizione al termine dell’incontro per rispondere a domande specifiche e curiosità dei presenti.

 

Il ciclo di incontri si inserisce nell’ambito della seconda edizione del Garden Festival d’Autunno promosso da AICG, Associazione Italiana Centri Giardinaggio: un’iniziativa che coinvolge più di 100 garden center di tutta Italia, nata con l’obiettivo di presentare la magia della natura in autunno e far conoscere le piante tipiche di questa stagione, incluse nuove varietà e specie minori. Inoltre, in occasione del Festival d’Autunno, AICG sostiene la campagna “Nastro Rosa AIRC”: per tutto il mese di ottobre, per ogni confezione di bulbi a fioritura primaverile di colore rosa, Viridea e gli altri garden center aderenti doneranno 1 euro a supporto della ricerca contro il cancro al seno all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

 

I corsi Viridea sono gratuiti, non richiedono iscrizione e si terranno secondo il calendario seguente:
Viridea Garden Center Rodano (MI): sabato 16 settembre, ore 15 – tel. 02/95957301
Viridea Garden Center Torri Di Quartesolo (VI): sabato 23 settembre, ore 15 – tel. 0444/261301
Viridea Garden Center San Martino Siccomario (PV): sabato 14 ottobre, ore 10 – tel. 0382/496701
Viridea Garden Center Montebello della Battaglia (PV): sabato 14 ottobre, ore 15 – tel. 0383/892253
Viridea Garden Center Settimo Torinese (TO): sabato 21 ottobre, ore 10 – tel. 011/8211488
Viridea Garden Center Collegno (TO): sabato 21 ottobre, ore 15 – tel. 011/4536401
Viridea Garden Center Cusago (MI): sabato 28 ottobre, ore 10 – tel. 02/90390787
Viridea Garden Center Rho (MI): sabato 28 ottobre, ore 15 – tel. 02/93208201

Una delizia a portata di mano e la possibilità di vincere un viaggio lontano persino nei sogni. E’ quello che deve aver pensato la signora Liliana Rampello, di Milano, quando si è recata nel suo supermercato Pam e si è trovata di fronte a una scelta di buongusto e di qualità unita allo scaramantico desiderio di tentare la fortuna.

La tentazione più grande deve essere stata senza dubbio poter gustare il salmone selvaggio dell’Alaska in versione “fresco”, un’occasione che capita solo una volta l’anno, in un periodo, stabilito e regolamentato dallo Stato dell’Alaska, che va da maggio a ottobre. Pam mette a disposizione dei suoi clienti in possesso della Carta PER TE nel mese di settembre, l’acquisto del salmone selvaggio abbinato al concorso “Vinci l’Alaska”, giunto ormai alla quinta edizione. Partecipare era semplicissimo. Bastava scegliere una delle tre varietà di salmone selvaggio disponibili (salmone fresco, carpaccio di salmone e tartare di salmone). Niente cartoline da spedire, niente formalità da compilare, solo uno scontrino a fare testo dell’avvenuto acquisto e, in automatico, la sfida alla dea bendata era assicurata.

Ed è così che la signora Liliana , il 5 novembre del 2016, si è vista consegnare dal direttore dl Pam Panorama di via Olona, a Milano, il signor Fabio Dellepiane, il premio che assicurava a lei e a un suo accompagnatore un viaggio da sogno in un periodo scelto da loro. “Siamo partite con mia figlia il 1° luglio 2017, con scalo a Francoforte e arrivo alla città di Anchorage, una città dove quasi tutti gli abitanti si dedicano alla pesca, soprattutto del salmone e dove le montagne sono la meta di scalatori e arrampicatori”… Bellissima ed emozionante la prima escursione in un magnifico Lodge , il Wilderness Place, che si raggiunge con un breve volo in idrovolante. Dall’alto si possono vedere chilometri di boschi e fiumi, una natura incontaminata solo a tratti interrotta da casette isolate sulle rive. Gentilissima l’accoglienza ed eccellente il cibo. Da qui, per due giorni abbiamo passeggiato ben equipaggiate e in completa sicurezza tra boschi e fiumi, alla scoperta dei diversi metodi di pesca.

La seconda escursione, verso Rebout Bay, ancora in idrovolante, ci ha regalato un’emozione in più. Infatti, in un punto in cui il fiume incrocia il mare gli orsi vanno a pesca di salmoni. Ahimè quel giorno non si sono fatti vivi ma è stato comunque esaltante attendere col fiato sospeso di goderci lo spettacolo. Non c’è stata delusione però, perché i luoghi erano talmente belli che ci siamo sentite felici di essere lì. L’ultima tappa, dopo il ritorno ad Anchorage, è stata il Parco del Denali, 24.000 chilometri di natura senza traccia umana. Ci siamo arrivate con un treno panoramico che viaggia sull’Alaska Railroad sfilando lungo scenari impressionanti che hanno come sfondo il più alto monte del NordAmerica, il McKinley, con la sua meravigliosa cima innevata.

Il giorno seguente un pullman ci ha portato a vedere gli animali del Parco, l’orso, il caribù, l’alce, il lupo, il procione, lo scoiattolo e, naturalmente, i molti uccelli, tra cui i rapaci, che attraversano perennemente il cielo. Poi, purtroppo, il ritorno, a malincuore, ma con gli occhi sempre legati a quella bellezza inaspettata che ci ha toccato profondamente”…

Promotore del concorso è stato ancora una volta ASMI, l’ente che si occupa di fare conoscere nel mondo i prodotti ittici dell’Alaska quali il Salmone Selvaggio, l’Ikura, il Granchio Reale, il Carbonaro. Il tutto in una felice collaborazione con Pam Panorama e con Monica Alberghini di NunaTravel specializzata in queste destinazioni.

www.alaskaseafood.it

 

Grandi novità nelle cucine de Le Beccherie: da mercoledì 5 luglio a guidare l’offerta gastronomica del ristorante di Piazza Ancillotto saranno Manuel Gobbo e Beatrice Simonetti che, dopo quasi 9 mesi trascorsi al bistrot Al Corder, si trasferiranno nel locale celebre per aver dato i natali al Tiramisù. Una scelta fortemente voluta dall’imprenditore trevigiano Paolo Lai, titolare di entrambe le strutture, che dopo gli eccellenti risultati ottenuti da Manuel e Beatrice presso Al Corder ha deciso di chiamarli a dirigere le cucine de Le Beccherie.

“Sto investendo molto in questo locale, che di fatto grazie ai suoi oltre 100 anni di storia è diventato uno dei simboli della città di Treviso – spiega Lai – Manuel e Beatrice hanno un passato nell’alta ristorazione, con esperienze importanti tra cui quella trascorsa presso il ristorante di Ciasa Salares, il 4 stelle superior di San Cassiano (BZ), in Alta Badia. Sono le persone giuste per guidare e rilanciare l’offerta gastronomica de Le Beccherie e farne un punto di riferimento sulla scena trevigiana”.

Dal canto loro, l’accoppiata Gobbo-Simonetti accoglie con entusiasmo la nuova sfida, pur lasciando con dispiacere la loro prima “casa”. “Al Corder ci siamo trovati benissimo – commenta Manuel – ma la cucina de Le Beccherie sarà molto più grande e ci permetterà di sperimentare nuovi piatti e nuove preparazioni. Anche il numero di coperti raddoppierà, da 20 a 40. Al momento con Beatrice stiamo mettendo a punto la nuova carta: utilizzeremo i primi mesi come prova, per conoscere la nuova clientela e prendere la mano in cucina.” Sarà la Marca Trevigiana il filo conduttore della nuova carta del ristorante: la materia prima infatti verrà selezionata da produttori locali e sarà la base di piatti che, pur riprendendo la tradizione, porteranno il segno dell’esperienza internazionale degli chef.

A meno di tre mesi dalla sua costituzione, l’Istituto, nato per rappresentare il Vermouth di Torino in Italia e nel mondo, organizza al Museo del Risorgimento di Torino un evento per raccontare alla città natale del Vermouth un pezzo importante della sua memoria storica. Protagonista dell’incontro è ovviamente il Vermouth, con i suoi oltre tre secoli di storia e cultura del bere raccontati con passione da studiosi ed imprenditori del settore attraverso memorie storiche, aneddoti e curiosità. Finale con grande degustazione delle marche fondatrici dell’Istituto.

La sola città di Torino aveva nel 1840 almeno 30 produttori di Vermouth e liquori e 42 distillerie di brandy e grappa, senza contare il resto del Piemonte. Produttori che esportavano Vermouth in tutto il mondo, la gran maggioranza dei quali sono scomparsi per ragioni di mercato o scelte imprenditoriali o per gli alti e bassi dei consumi tra i secoli. A quelle case più note, floride e sopravvissute, si aggiungono in questi anni recenti nuovi produttori artigianali o nuove produzioni riprese dalle ricette  storiche. La produzione mondiale di Vermouth e prodotti affini si concentrava nella stragrande maggioranza sull’asse Torino – Pessione – Asti – Canelli, zona interessata dalla felice convivenza di vigneti e coltivazioni di altro genere, necessarie alla produzione migliore, ma a questa ed alle inoppugnabili prove storiche sedimentate di tre secoli di produzione si aggiunge il savoir faire piemontese e la passione, indispensabile ingrediente necessario alla trasmissione tra le generazioni di ricette originali e metodi di produzione.

Le aziende produttrici più antiche erano localizzate in prossimità di fiumi e strade ferrate, a testimoniare la necessità di spedire grandi quantità in tutti i continenti: dal Venezuela all’Australia, erano già 150 i Paesi in cui, a metà Ottocento, veniva esportato il Vermouth di Torino. Il gusto veniva declinato in base alle esigenze dei consumatori delle varie zone del mondo. Un avviso di passaggio informava i clienti della data e del luogo di arrivo del rappresentante, che annualmente o semestralmente si fermava in città per vendere il suo carico di Vermouth. Il vino aromatizzato veniva acquistato in barili o partite di bottiglie, che venivano poi riempite all’occorrenza. Il Vermouth è infatti il primo prodotto imbottigliato dagli stessi clienti, tanto che le bottiglie distribuite riportavano la dicitura nell’etichetta. Quest’abitudine venne poi vietata dal 1956, dopo la Seconda Guerra Mondiale.”

“Il successo del Vermouth ha portato all’intuizione dei bar monomarca, veri e propri negozi che vendevano esclusivamente i prodotti dell’azienda. Il grande interesse del pubblico nei confronti del Vermouth ha spinto le aziende a trovare nuove strategie promozionali, investendo fortemente in attività sportive come il calcio o le corse automobilistiche.” “Il Vermouth di Torino sarà quindi l’unico prodotto alimentare a portare in bottiglia nei salotti di casa, nei bar e caffè del mondo la denominazione della città. Un potente mezzo promozionale per Torino e Piemonte che oggi guida il trend positivo del bere con l’adeguato contenuto alcolico rispetto agli spiriti ed in piena sintonia con lo stile mediterraneo alimentare.”

Queste sono solo alcune delle affascinanti storie raccontate nel corso della prima uscita ufficiale, a tre mesi dalla sua costituzione, dell’Istituto del Vermouth di Torino,  l’organismo costituitosi ufficialmente il 7 aprile scorso per rappresentare la storica bevanda in Italia e nel mondo e al quale hanno aderito la maggior parte dei marchi produttori presenti oggi sul mercato: Berto, Bordiga, Carlo Alberto, Carpano, Chazalettes, Cinzano, Del Professore, Giulio Cocchi,  Drapò, Gancia, La Canellese, Martini & Rossi, Giovanni Sperone, Vergnano e Tosti. Per celebrare il compimento di questo percorso di aggregazione durato circa vent’anni, che ha portato, tra l’altro, alla denominazione legale riconosciuta “Vermouth di Torino”, l’Istituto del Vermouth di Torino ha scelto di ripercorrere tre secoli di storia e cultura del bere a Torino e nel mondo nel corso di una tavola rotonda organizzata questa mattina presso il Museo del Risorgimento del capoluogo piemontese. L’incontro è stato moderato da Fulvio Piccinino, sommelier e barman, docente e scrittore, socio onorario dell’Istituto ed autore nel 2015 del libro “Il Vermouth di Torino”.

 

 

Primavera, tempo di Chiaretti, almeno sul lago di Garda dove Pompeo Momenti verso la fine dell’800, codificò la tradizione antica per produrre senz’altro il vino più originale e caratteristico della Doc Garda Classico.  In sua memoria ogni anno il Comune di Moniga organizza Concorso enologico Palio del Chiaretto –Trofeo Pompeo Molmenti, una singolare competizione,  che seleziona i Chiaretti in forma anonima. Il Chiaretto vincitore viene premiato con il Trofeo Pompeo Molmenti, cioè una preziosa coppa di cristallo di Murano, che viene definitivamente assegnata alla cantina che vince per tre volte, anche non consecutive.

Quest’anno la seconda selezione dei magnifici 15 ha visto trionfare l’azienda agricola La Basia di Puegnago (www.labasia.it) con il Valtènesi Chiaretto Doc 2016 La Moglie Ubriaca: il riconoscimento è stato consegnato dal presidente di Italia in Rosa Luigi Alberti oltre che dal sindaco di Puegnago Adelio Zeni. Assegnati anche i riconoscimenti della prima edizione di Italia in Rosa Packaging, il concorso per la miglior etichetta organizzato in collaborazione con San Faustino cui hanno partecipato 42 aziende.

Il Chiaretto è ottenuto dalle uve rosse del Garda Classico (Groppello min.30%;Marzemino min.5%, Barbera min.5% e Sangiovese min.5%) con il metodo dell’ alzata del cappello, che permette in una sola notte, dopo poche ore di fermentazione, di ottenere un vino dal colore rosato del “petalo di rosa”. Pompeo Momenti, senatore veneziano, sposò una nobildonna di Moniga del Garda, Amalia Brunati, che gli portò in dote la Villa omonima di Moniga e 15 ettari di terreno, la maggior parte coltivati a viti, declinanti dalle colline moreniche verso le sponde del lago. Rappresentò come Vincenzo Dandolo e Pietro Verri, una figura di intellettuale che si applicava con successo in numerose branche della conoscenza, storico, critico d’arte e quindi anche capace enologo e agronomo.

Prima di giungere a Moniga del Garda, Molmenti entrò in politica come consigliere comunale a Venezia e successivamente, nel 1890, fu eletto deputato al parlamento del primo collegio di Brescia. In seguito venne eletto senatore del collegio di Salò, carica che mantenne fino al 1920. E’ in questo periodo che il Molmenti si interessò politicamente anche dell’agricoltura ed in particolare della viticoltura del Bresciano. Molmenti intervenne più volte per sollecitare provvedimenti da parte del governo contro la fillossera che stava colpendo i vigneti italiani. Così come si occupò delle leggi sanitarie e di norme anti-sofisticazione nel campo dei vini. Nel 1919, a guerra conclusa, fu nominato sottosegretario di Stato per le antichità e belle arti, occupandosi in seguito del recupero delle opere d’arte sottratte dall’Austria durante la guerra.

L’idea di cimentarsi nella produzione del Chiaretto gli venne probabilmente dai numerosi viaggi intrapresi in Francia, ma non è escluso che l’ispirazione di utilizzare l’antico metodo (essendo un conoscitore dell’agricoltura antica) gli sia stata suggerita dalla letture delle Venti giornate di Agricoltura dell’autore cinquecentesco bresciano Agostino Gallo, che conosceva bene il metodo di produzione dei chiaretti francesi.

 

Mangiare carne di maiale “senza sensi di colpa” oggi si può. Nasce a Castelvetro di Modena  il suino con carne più ricca di Omega 3, ovvero come portare in tavola sapore e proteine unite ai famosi grassi insaturi tanto raccomandati dai nutrizionisti. La prima  azienda a livello nazionale a raggiungere questo traguardo è Cura Natura, allevatori suinicoli con una vocazione alla ricerca, al benessere, e alla salute attraverso l’alimentazione animale. La “nuova” carne di suino con Omega 3 è stata presentata in anteprima lunedì 5 giugno al Pavarotti Restaurant Museum di Milano, il luogo dove l’arte e il buon cibo parlano di Modena. Modenese anche Luca Marchini, lo chef che ha firmato il menu sul filo conduttore del maiale “made in Modena”. Il patron dell’ “Erba del Re”, stella Michelin, e presidente di JRE (Jeunes Restaurateurs d’ Europe) Italia, ha declinato la carne amica della salute in una serie di proposte sul filo della tradizione, dalla braciola impanata, alla salsiccia del risotto impreziosita dall’aceto balsamico, alla coppa cotta in forno a legna, alla costoletta brasata nel lambrusco. Interpretazioni senza fronzoli, per esaltare le virtù di sapore e morbidezza della protagonista della serata. Nelle vesti di anfitrione il noto antropologo alimentare, food writer ed autore tv Sergio Grasso, che ha tracciato il percorso tra cultura, persone, tradizione ed innovazione che ha portato al suino con Omega 3.

La carne di suino ricca di Omega3 nasce da un progetto “etico” siglato da Cura Natura e dai produttori di alimenti zootecnici del gruppo Ferri, di cui l’azienda fa parte, con l’associazione francese Blue Blanc Coeur. Il punto di partenza è l’alimentazione degli animali: la “ricetta” studiata dai nutrizionisti della Ferri sulla base dei protocolli BBC prevede un mix di prodotti vegetali, minerali, vitamine e semi, tra cui i famosi semi di lino che sono tra i maggiori fornitori di questi “grassi buoni”. Per fare un paragone, come il pesce assume gli Omega 3 cibandosi di alghe, così i suini li assumono dai semi di lino. Superato dunque il dilemma “carne o pesce?” Sembra proprio di sì, a guardare i valori nutrizionali da tabelle INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione). Cento grammi di lombo fresco, per esempio, passano dal contenuto attuale di 0,08 grammi di Omega 3 a 0,24 grammi nei suini della filiera Blue Blanc Core, mentre mangiando la stessa quantità di tonno o di salmone freschi assumeremmo 0,09 grammi di Omega3. Contenuti importanti anche nei prodotti lavorati; si passa per esempio dai 0,11 ai 0,55 nel prosciutto di Parma e da 0,16 a 0,75 grammi nella mortadella di Bologna IGP.

www.curanatura.mo.it facebook/Cura Natura Società Agricola

E come poteva essere altrimenti? Affacciato su un giardino di due ettari dove cespugli di rose e ortensie si affiancano ai prodotti tipici dell’orto lagunare, il Ristorante L’Ulivo del Palladio Hotel & Spa di Venezia si tinge ancor più di verde. Dal pochi giorni, il ristorante dell’hotel più green di Venezia propone un menù completamente vegetariano elaborato da Giovanni Ciresa, il noto chef per una decina d’anni a capo della ristorazione del Gruppo Bauer e ora consulente dello stesso. «Dopo aver messo mano alle proposte del ristorante sul Canal Grande – spiega Francesca Bortolotto Possati, Ceo del Palladio Hotel -, è venuto spontaneo pensare a una proposta vegetariana da poter offrire anche come alternativa a tutti i clienti, compresi i tanti che frequentano la prestigiosa SPA dove sin dall’apertura di questa stagione abbiamo proposto una selezione di preparazioni vegetariane».

A mescolare gli ingredienti raccolti direttamente nell’orto, con le verdure biologiche selezionate nei più prestigiosi mercati locali, è stato chiamato Francesco Fedrighi, cresciuto al Bauer sotto la direzione dello stesso Ciresa e con alle spalle grandi esperienze (al Garibaldi di Vicenza, al St Hubertus di San Cassiano e un periodo in California dove ha sperimentato l’importanza dell’elemento vegetale nelle preparazioni dei piatti).I profumi delle erbe appena colte, le spezie orientali, le verdure di stagione: tutto concorre a creare un menù raffinato e originale, dove il classico risotto di verdure è rivisitato grazie a menta piperita e yuzu, le barbabietole si accompagnano ai lamponi e il cremino al mais profuma di alloro. Piatti gustosi in perfetta armonia con la magia velata de luogo, immerso nei lussureggianti giardini del convento, luogo ideale per godersi il relax e la buona cucina.

Palladio Hotel & Spa è un hotel a cinque stelle emozionante e unico nel suo genere. Questo affascinante edificio era un convento del XVI secolo, progettato dal grande architetto rinascimentale Andrea Palladio. Qui, sull’isola della Giudecca diventata un hub dell’arte contemporanea, sorge una delle gemme più insolite e segrete di Venezia, lontano dalla folla e dal caos ma a soli 5 minuti da San Marco.

L’essenza delle erbe con Davide Oldani

giovedì 13 aprile 2017
Categorie: Eventi

Davide Oldani, in collaborazione con il marchio L’essenza delle erbe FOO’D: una gamma di piante aromatiche selezionate e testate in prima persona dallo chef stellato per una cucina gustosa ma leggera.

Durante lo show-cooking di sabato 22 aprile ad Arese (MI), Davide Oldani eseguirà dal vivo alcuni piatti con l’utilizzo delle erbe essenziali, illustrandone il corretto utilizzo in cucina e l’alto valore salutare e dietetico. Al termine, i partecipanti potranno chiedere consigli per le loro ricette allo chef.

Sono previste inoltre tre giornate di prova delle essenze FOO’D, durante le quali sarà possibile scoprire la vera essenza delle piante aromatiche: l’olio essenziale ottenuto per infusione verrà vaporizzato sui grissini prodotti al ristorante D’O di Davide Oldani. Degustandoli, il pubblico potrà percepire il sapore autentico delle piante aromatiche grazie alla stimolazione di due sensi, l’olfatto e il gusto.

Un esperto fornirà inoltre preziose indicazioni pratiche in merito all’utilizzo e alla coltivazione delle piante aromatiche, dalla scelta del terriccio all’uso di concimi adeguati.

“Amo le erbe aromatiche e nella mia cucina, leggera ma che non vuole rinunciare al gusto, le uso per “sostituire” i condimenti pesanti – afferma lo chef Davide Oldani – In fondo la natura ci ha abbondantemente fornito degli ingredienti per insaporire senza appesantire, per condire senza prevaricare. Senza contare il profumo. Noi diciamo gustoso e più facilmente pensiamo all’insieme di sensazioni che coinvolgono la bocca. Di un cibo però percepiamo aromi e profumi, un cibo lo assaporiamo, ne vediamo i colori, lo “ascoltiamo” persino. E fra tutti i sensi, quello che si attiva per primo è proprio l’olfatto, che di un piatto intercetta subito le stuzzicanti promesse.”

Lo show-cooking con Davide Oldani si terrà sabato 22 aprile, dalle 17 alle 19, presso il Viridea Garden Center di Arese (MI). La partecipazione è gratuita e non è necessaria iscrizione.

 

Le prove delle essenze si svolgeranno invece secondo il calendario seguente, sempre con ingresso libero:

Viridea Garden Center Arese (MI): sabato 18 marzo, dalle 10 alle 17 – tel. 02/93208201

Viridea Garden Center Cusago (MI): sabato 15 aprile, dalle 10 alle 17 – tel. 02/90390787

Viridea Garden Center Rho (MI): domenica 7 maggio, dalle 10 alle 17 – tel. 02/93208201

L’orto sul balcone

 

Viridea propone a partire da sabato 18 marzo un ciclo di incontri gratuiti sul tema dell’orto domestico sul balcone, pensati per tutti coloro che desiderano coltivare con successo ortaggi di stagione pur avendo poco spazio a disposizione, anche in città. Il corso sarà tenuto da Virgilio Piatti, agronomo e docente della Fondazione Minoprio. L’esperto fornirà tutti i consigli pratici per allestire un piccolo orto sul balcone, a partire dalla scelta dei contenitori e del substrato più adatti. Saranno quindi passate in rassegna le specie orticole più indicate per la coltivazione in vaso, segnalando per ciascuna l’epoca di piantagione, l’esposizione migliore, le cure di manutenzione successive all’impianto e l’epoca di raccolta. Si passeranno in rassegna sia specie interessanti per la foglia, come insalate ed erbe aromatiche, sia specie da bacca, come melanzane e pomodori, o da radice, come carote e rapanelli. Per le specie di più facile riproduzione, Virgilio Piatti fornirà anche alcuni consigli su come poterle ottenere da seme, e non mancheranno infine indicazioni su annaffiature, concimazioni e difesa malattie fungine o parassiti. L’agronomo resterà inoltre a disposizione al termine degli incontri per rispondere a domande specifiche e curiosità dei presenti. https://www.viridea.it/press/lorto-sul-balcone/

 

 

Aquascaping, l’arte di creare paesaggi sommersi

 

Viridea propone, a partire da domenica 5 marzo, un ciclo di incontri gratuiti pensati per avvicinarsi all’arte dell’Aquascaping. Gli incontri, della durata di due ore, saranno tenuti da Marino Varetto, del gruppo di lavoro Itau – Italian Aquascapers Union – da diversi anni impegnato nella ricerca sull’acquario naturale. L’esperto spiegherà cos’è e com’è nata l’arte dell’Aquascaping, ne illustrerà le principali regole e fornirà una serie di indicazioni pratiche in merito ai materiali da utilizzare, le piante e i pesci più appropriati, senza tralasciare i consigli per una corretta manutenzione ordinaria dell’acquario naturale. L’esperto resterà inoltre a disposizione al termine dell’incontro per rispondere a domande specifiche e curiosità dei presenti. https://www.viridea.it/press/aquascaping-larte-di-creare-paesaggi-sommersi/